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DiAnna Martini

Outplacement e Personal Branding

Questo post nasce da una riflessione in seguito alla lettura dell’articolo che è uscito oggi su Corsera: In tre anni ricollocati 20 mila lavoratori

In prima battuta sono soddisfatta di come sia trattato l’argomento e ancora più del fatto che ” se ne parli”.

Vorrei soffermarmi su una piccola parte dell’articolo, leggo “Quando si è espulsi dal mercato, rientrarvi significa adoperarsi attraverso diversi canali di ricollocazione che mettono alla prova il sistema di relazioni di ciascuno (il cosiddetto network), la propria intraprendenza (il 16% dei ricollocati torna sul mercato auto-candidandosi su Internet) oppure con i canali più istituzionali (società di somministrazione e di selezione del personale).”

Vorrei aggiungere che, a mio parere, l’intraprendenza sta nel sapere che il network va “coltivato” prima che serva, che bisogna lavorare in anticipo sulle relazioni, senza cercare di costruirle nel momento in cui ne abbiamo bisogno; in questo caso vale la regola del pieno per pieno ossia, della disponibilità a condividere sapere e opportunità certi che questo genererà un ritorno, senza dover chiedere.

L’intraprendenza sta anche nel saper essere lungimiranti e nel lavorare sul proprio personal brand con costanza e trasparenza, in maniera etica, proprio per riuscire a “far arrivare” ai canali istituzionali, così come Corsera definisce in questo caso i selezionatori,  prima di tutto  le informazioni più utili per auto-promuoversi, quelle che daranno coerenza e  una reputazione al candidato rispetto a ciò per cui si propone, quelle che proprio lui vuole trasmettere, che gli permetteranno di  farsi scegliere scegliendo!

Saluti a tutti

Anna

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DiAnna Martini

La mia intervista su Glamour: noi ce la facciamo a fare tutto!

Glamour, Maggio 2011

Fai subito un figlio, anzi due. Dopo, è come aver fatto un PhD

«Ci vuole un bel coraggio: già al primo figlio, ti chiedi come reagirà l’azienda. Io che non volevo rinunciare al secondo, ho deciso di farlo subito. Ho pensato: al rientro mi focalizzo sul lavoro e sulla mia carriera e dò il meglio di me. E cosi è stato. Sono andata dal mio capo e gli ho detto: adesso sono tornata, puoi investire su di me.

Pensate che la maternità sia un handicap sul lavoro? In realtà, imparare a gestire tutto è come fare un PhD: diventiamo più efficienti, più organizzate e veloci, e sviluppiamo grandi doti di ascolto e di negoziazione. Lo dimostrano i dati del nord Europa: le donne sono al top e fanno più figli di noi».

Ringrazio per la simpatia e per la serietà Loredana Saporito, la giornalista di Glamour che mi ha intervistata.

Un doveroso grazie anche alla mia azienda – il  Gruppo Lavorint, che non ho citato, ma che senza pressioni e con molta umanità mi ha sostenuta e aspettata durante le “mie due maternità” e mi dato nuove opportunità e affidato nuove sfide al rientro!

Per chi vuole, l’articolo intero è qui

A presto

Anna

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DiAnna Martini

Coaching per mamme, papà e insegnanti

il 21 maggio  sarò a Milano c/o l’areapergolesi per partecipare ad una “Giornata Formativa un po’ diversa”:  Natural Learning – educarsi per educare perchè mi piace molto l’idea di utilizzare il coaching come modalità di relazione da utilizzare con i bambini.

Proprio perchè si parla di coaching, ho pensato di condividerlo con voi, per l’attualità  degli argomenti trattati: famiglia, coaching, relazione, comunicazione.

Essendo mamma e affrontando in prima persona le difficoltà che possono esserci credo di poterne trarre degli spunti utili e pratici e dare a tutti un’informazione, spero, interessante.

Mi piace molto  il concetto di Inner Game ossia come la performance di ogni individuo, a qualunque età e in qualunque ambito, è legata all’apprendimento (learning) e al grado di divertimento (enjoyment) in un sistema interdipendente, in cui la variazione di una delle due influisce alla lunga sulla qualità e l’intensità della performance. Pensateci un po’, non è forse vero che quando stiamo imparando a fare qualcosa e ci stiamo divertendo, il risultato è una performance migliore? Come possiamo facilitare queste condizioni perché i nostri figli si sentano più sicuri di poter esprimere se stessi, almeno in alcune situazioni, invece di sentirsi continuamente costretti ad adattarsi e giudicati? (e non stiamo mettendo in discussione l’obbedienza.. tutt’altro!)

Quindi coniugando i benefici del Coaching – imparando ad utilizzare un linguaggio aperto, che favorisce l’esplorazione, l’Intelligenza Emotiva e l’Inner Game (che dà forza alle nuove teorie psico-pedagogiche che sostengono che il bambino è competente fin dalla nascita) i risultati dovrebbero essere straordinari!

Ecco qui l’intervista di Laura Belluco che, insieme ad un altro coach professionista, ha ideato il progetto: Natural Learning – educarsi a educare

Da cosa nasce questo progetto?

Natural Learning parte da una constatazione e cioè che abbiamo considerato per troppo tempo il bambino come un essere da plasmare, come un adulto in divenire che ha bisogno di essere educato attraverso le nostre istruzioni. Se facciamo caso noi adulti diamo molto spesso istruzioni in modo quasi istintivo e quindi diamo valutazioni e giudizi, e altrettanto spesso ascoltiamo in modo distratto complice lo stile di vita, la fretta, le tensioni e via dicendo. Finalmente ci stiamo rendendo conto sempre più che l’abuso di questo nostro atteggiamento pur istintivo e inconsapevole – perché noi stessi l’abbiamo subito – produce danni davvero incredibili ed è fonte ad esempio di insicurezza, di una scarsa autostima, di squilibri emozionali, che compromettono via via la qualità delle relazioni in famiglia o del rendimento e della motivazione in ambito scolastico.

Ma allora se dare istruzioni non funziona, che alternative abbiamo?

Innanzitutto iniziamo a riconoscere che già dentro di noi esistono grandi risorse e potenzialità inespresse e dopo questa esperienza, dopo questa consapevolezza, potremo iniziare più facilmente a trasformare un po’ alla volta le relazioni con i nostri figli in modo autentico, iniziando a considerarli realmente come degli individui competenti e collaborativi, con risorse e potenzialità innate e in divenire, la cui espressione naturale è favorita da alcuni fattori e ostacolata da altri.

E quindi Natural Learning cosa offre?

Noi ci proponiamo proprio questo, prima di tutto offrire ai genitori e agli insegnanti una prospettiva diversa attraverso l’esperienza del proprio potenziale, per provare che tipo di energia si muove dentro di noi, quale divertimento e leggerezza si provano quando siamo messi nella condizioni di esprimere ciò che abbiamo dentro. E accanto all’esperienza, proponiamo contenuti e strumenti pratici per imparare a stimolare l’apprendimento naturale, ad utilizzare la domanda come strumento di esplorazione e quindi l’utilizzo di un linguaggio più consapevole. Impariamo ad ascoltare in modo empatico e non ultimo a riconoscere e a gestire prima le nostre e poi le loro emozioni, stimolando cioè la loro intelligenza emotiva.

Laura aggiunge:

Tengo a sottolineare che Natural Learning non è un metodo o un modello, anzi! il nostro scopo è quello di creare consapevolezza negli adulti che già sentono questo bisogno e di offrire degli strumenti perché ciascuno possa poi esprimere nel modo migliore il proprio modo di essere e di sentirsi genitore o insegnante.

Se desiderate maggiori info scrivetemi pure, sarò ben lieta di chiedere a Laura e riferirvi.

Grazie a Tutti

Anna

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DiAnna Martini

Personal Branding e Colloquio di Lavoro | PersonalBranding.it

Questo e’ un articolo che ho scritto un mese fa per personalbranding.it che ringrazio per l’ospitalità!

Ringrazio, in particolare Luigi per la passione, l’energia e la disponibilità con cui mi sta passando un pò di “pillole del suo sapere sul Personal Branding”, una materia che da subito, o da prima ancora! mi ha rapita in maniera del tutto naturale e spontanea!

Quando si dice che “nulla accade per caso” . . . anche se non dimentico di ripetermi che “la fortuna è quando la competenza incontra un’opportunità” (grazie G.). . .

Mi sto quindi concentrando nel mettere ordine nel caos di idee che, da sempre, regna nella mia testa per connetterle tra di loro ( copio la metafora da @alebrandcare, grazie! Twitter=enorme fonte d’ispirazione)

La mia mission chiarita: connettere idee che parlano delle cose che m’interessano, mi appassionano e mi rapiscono!

Un saluto a tutti
Anna

http://www.personalbranding.it/2011/personal-branding-e-colloquio-di-lavoro/

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DiAnna Martini

Selezione del personale, i manager puntano sulla lettera di motivazione – ManagerOnline mobile

Leggo questo interessante articolo che vorrei condividere aggiungendo due note al tutto:

Sicuramente la lettera di motivazione è più “personale” di tanti CV che si leggono: tutti uguali per forma, aspetto e assenza di “colore” (secondo me il cv europeo ne è un esempio). Per scrivere una lettera efficace e positiva in relazione a chi la leggerà e alla posizione per cui ci si candida però…servono idee chiare. Spesso leggo lettere di motivazione da cui la motivazione non si capisce e mi chiedo dove sono la coerenza e la mission Condivido al 100% il concetto base: la lettera è più utile per chi fa selezione, ma che sia una “Signora Lettera”. saluto tutti

http://m.manageronline.it/news/carriera/4575/selezione-del-personale-i-manager-puntano-sulla-lettera-di-motivazione/

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