linkedIn

DiAnna Martini

Dirlo attraverso una Segnalazione: anche questo è Personal Branding!

Non più tardi di sabato scorso, durante  lo Speech Googliamoci – Digital for Job, la parte del Digital Festival dedicata al lavoro, ho espresso la mia personale opinione sulle segnalazioni …

Cosa sono?

Solo per chi non lo sapesse, le segnalazioni sono dei commenti che si scrivono e si ricevono su di noi e sulla nostra professionalità;  in pratica è come se qualcuno dicesse qualcosa su di noi a tutta la rete linkedin.

Si possono chiedere o ricevere in maniera spontanea e appariranno poi sul nostro profilo legate all’esperienza di lavoro alla quale sono riferite.

Personal Branding e non autoreferenzialismo

Se per il nostro Personal Branding è fondamentale l’idea, l’opinione e l’immagine che generiamo negli altri, allo stesso modo, per generare anche la fiducia necessaria verso le informazioni che trovano su di noi, è importante che non ci sia autoreferenzialismo: non possiamo essere noi a sventolare ai quattro venti i nostri successi, la nostra bravura o il valore delle nostre competenze, dobbiamo fare in modo che gli altri lo dicano … 

OK … ma come fare allora?

Diffondendo le giuste informazioni, eticamente, quelle vere, quei successi che è giusto che si sappiano … partendo da ciò che di migliore abbiamo fatto!

Sarebbe bello se le segnalazioni ci arrivassero senza essere richieste, è logico ma, senza stravolgerne l’utilizzo o forzandone il senso, ci possiamo serenamente concedere il lusso chi chiederle proprio a coloro che sappiamo hanno da dire qualcosa su di noi! Per esempio quando ricevo delle belle mail di complimento oppure ho concluso un percorso di carriera con qualcuno che mi scrive per ringraziarmi mi capita di chiedere loro di “Trasformarlo in una segnalazione” , lo trovo giusto e utile per il mio Personal Branding, cosa ne pensate?

P.S.

Qualche volta comunque capita di ricevere segnalazioni senza chiederle … io, per prima, do il buon esempio e lo faccio!

Qui ad esempio ne ho scritta una per Luca Chichi perchè oltre a meritarsela al 200% è davvero un bel esempio di come si può “dare forma” al nostro personal branding

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Luca infatti usa la quotidianità e gli oggetti di tutti i giorni ricAMANDO con fantasia e intraprendenza! guardate cosa ha fatto per me 🙂

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Vi suggerisco di farvi un bel giro sul suo sito Tag Your TShirt per Farvi Scegliere, Potendo Scegliere!

A presto

Anna

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DiAnna Martini

#WomenIN #donne e #lavoro

LinkedIn ha pubblicato i risultati italiani della ricerca internazionale “What Women Want @ Work”: tra sfide, successi e nuovi obiettivi da raggiungere le donne chiedono un lavoro più flessibile, un maggior supporto governativo e puntano a raggiungere il giusto equilibrio tra famiglia e carriera.

Oltre ai dati dell’infografica aggiungo che Marcello Albergoni ci ha ribadito che:

  • un buon profilo #LinkedIn ha più successo in termini di opportunità di carriera (che non sempre vuol dire cambiare lavoro!)
  • un profilo senza immagine viene visualizzato sette volte in meno rispetto ad uno con la foto

… e a tal proposito non poteva mancare il set fotografico per aggiornare “l’avatar” delle #WomenIN partecipanti! Eccone alcune … sto aspettando le altre, la fila si allungherà 🙂

            

da sinistra: Anna Martini – che sono io! Francesca ParvieroSocial Media HR Manager & Personal Branding Coach @LinkBeat – Official LinkedIn EMEA Talent Partner, che ha organizzato con Edelman l’evento #WomenIN, Stefania Boleso – Strategic Marketing Consultant | Marketing and Communication Lecturer | Blogger

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da sinistra: Camilla Servi – HR Specialist – Outplacement & Career Management; Cristina Maccarrone – journalist, editor in chief at Walk on Job, contributor at Vanity Fair, Rassegna.it and Yahoo! Finanza; Monica Pesce – Associate Partner at Valdani Vicari & Associati

da sinistra: Gaia Costantino – Product Manager at Veespo| Technical Manager at Girls in Tech Italy| Blogger at http://startupgirl.it

seguendo questo link troverete il racconto attraverso i miei tweet dell’evento.
Ecco l’Infografica:

A presto, sempre per Farsi Scegliere, Potendo Scegliere!

Anna

#WomenIN

#WomenIN

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DiAnna Martini

Per Trovare Lavoro: meglio i legami deboli o forti?

Prendo spunto da @Skande che scrive oggi  “Facebook:  il miglior social per Trovare Lavoro” collegandosi a un post del  Sole 24 Ore

… ma non è su Facebook che vorrei soffermarvi, pazientate…

Premesso che sostengo che sia Linkedin il miglior social per trovare lavoro [se usato con strategia adeguata] riconosco le ampie possibilità che oggi Facebook offre soprattutto in termini di creatività per differenziarsi e di Personal Branding …  ma non è nemmeno sulla differenza tra Facebook e Linkedin che vorrei soffermarmi …

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La mia riflessione

il succo di questi due post, di cui in fondo troverete i link, è che per trovare lavoro bisogna usare i legami forti ossia la rete consolidata di amici intimi, parenti e colleghi di lunga durata ossia le nostre relazioni consolidate.

Da 12 anni mastico questi argomenti per cui mi fa piacere condividere con voi il mio pensiero e la mia personale  interpretazione dei legami deboli per trovare lavoro.

Se tu che cerchi lavoro fai leva sulle tue conoscenze dirette chiedendo loro aiuto immagino ti aspetterai da loro una mano concreta, ossia azioni che loro dovranno fare, telefonate, mail e raccomandazioni … tutte cose che, però, non sarai tu a fare …

Il tuo miglior amico, tuo fratello o il tuo ex collega telefoneranno, scriveranno, inoltreranno il tuo CV a qualcunio e si faranno ambasciatori della tua causa  … ma tu lo faresti meglio! E soprattutto ti invito a chiederti: conclusa questa azione fatta da loro tu avrai il vero controllo di ciò che potrebbe NON accadere?  [intendo dire: se non succede nulla che fai? se non ti chiama nessuno? ]

Personal  Branding è ciò che gli altri pensano di te, è l’immagine che gli altri hanno di te ed è frutto di ciò che tu fai e dici. Per influenzare positivamente questo processo dobbiamo essere noi a fare; se una chiamata non arriva in seguito ad un CV inviato sarà l’azione successiva a impattare sul nostro Personal Branding o addirittura l’azione precedente!

Cercare lavoro utilizzando prevalentemente o esclusivamente i legami forti non basta, dirlo ad amici, parenti, ex colleghi e negozianti sotto casa non basta secondo me: dirlo, spargere la voce, non vuole dire compiere azioni concrete, cercare lavoro è un’azione che implica il fare in prima persona per ottenere i migliori risultati.

Le azioni stanno nei legami deboli

Lavorare sui legami deboli vuol dire mappare prima di tutto i legami forti per capire dove ci portano … mi spiego: sapere che mio fratello lavora in PINCOPALLO SpA non vuole dire che ho l’opportunità di entrare in contatto solo con la PINCOPALLO SpA … ma significa che la PINCOPALLO SpA avrà tra i suoi contatti/clienti qualcuno della TIZIOCAIO SrL a cui io, usando il mio legame forte,  posso arrivare … questo intendo: azioni che seguono ad altre azioni!

La differenza tra l’accontentarsi di usare i legami forti o la capacità di sfruttare anche quelli deboli sta in un’azione: quella che vi aprirà  le porte verso tanti altri contatti da saper utilizzare al meglio ed è proprio agendo in quest’ottica che sia i legami forti che quelli deboli vi serviranno …  con strategia e intraprendenza!

La rete e i legami

questo è il flusso di tweet che hanno ispirato questo post

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aggiungo, a ciò che Dario mi ha risposto, che ovviamente quoto e condivido, che i legami  deboli diventano  forti solo se azioni seguono ad altre azioni!  …. per Farsi Scegliere, Potendo Scegliere!

Ringrazio @skande e @dariodellanoce per l’ispirazione ed ecco i due post citati: questo di @skande e questo del Sole24ore

buona lettura, a presto e buon we

Anna

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DiAnna Martini

Fare Personal Branding … come?

Cosa è il Personal Branding?

E’ quello che gli altri pensano di noi ed è il risultato della strategia che adottiamo nel distinguerci e nell’influenzare il loro pensiero.

Prendiamo atto che tutti lo abbiamo, sia che lo curiamo sia che non lo curiamo quindi … pensiamoci!

Fare Personal Branding significa puntare su se stessi per farci scegliere: come candidato, come cliente, come fornitore, come professionista.
Si comincia a delineare l’importanza di pianificare queste azioni evidenziandone i molteplici effetti.

Influenzare gli altri, ma come?

Una delle prime cose che ho capito è che ci deve essere un profondo senso etico nel farlo, mi spiego: lavorare sul proprio Personal Branding non vuol dire falsare l’immagine di noi stessi, anzi!

Il Personal Brand è strettamente connesso con l’autenticità di ciò che scegliamo di comunicare di noi stessi e proprio questa autenticità genera la fiducia nell’ascolto.

La fiducia, l’ascolto e l’autenticità sono tre elementi preziosi per determinare l’immagine che gli altri avranno di noi, se davvero saremo percepiti come trasparenti e autentici si fideranno di noi e il nostro Personal Branding sarà rafforzato.

Quando davvero siamo bravi a fare qualcosa abbiamo bisogno di esser noi a dirlo? Non penso perchè in generale il meccanismo di raccomandazione è sempre esistito e da sempre nello scegliere qualcuno o qualcosa ci basiamo sul passaparola: chi ci consigliano i nostri amici? quale prodotto hanno provato ed apprezzato?

Parlando di Personal Branding il meccanismo è lo stesso: lasciamo dire agli altri quanto siamo bravi, ma cerchiamo il miglior modo per fare in modo che ciò accada.

Comunicare, fare rete e avere un buon network, sia in termine numerico che qualitativo è fondamentale: si parte da qui

Qualche consiglio pratico

  1. Googlare il proprio “nome cognome” e analizzare il risultati: ci siamo? cosa appare? quanti risultati? le info sono quelle che vorrei comunicare?
  2. LinkedIn: compilare un profilo completo, accurato, con parole chiave strategiche, aggiornarlo periodicamente, espandere con costanza il network
  3. Network: ascoltare, interagire, comunicare, dare e chiedere
  4. Far parlare gli altri di noi: commenti ai nostri post, segnalazioni, endorsements
  5. Essere Social!

Altri suggerimenti li trovate continuando a leggere il mio Blog  perchè la mia logica è sempre quella di farsi scegliere, potendo scegliere !

A presto

Anna

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DiAnna Martini

#2RigheBastano … [per presentarsi su LinkedIn e farsi ricordare!]

So che è un argomento molto caldo, ma non mi stanco di ripeterlo: ” quando invitiamo qualcuno su LinkedIn teniamo a mente che #2RigheBastano ”

Perchè scrivere un breve messaggio?

Chi si permetterebbe nella piazza del paese di invitarti a sedere al proprio tavolo con una espressione neutra, senza un gesto, un invito, una parola o un sorriso? [ cit. Francesca Parviero ]*

Io no di certo, e tu?

Allora fermiamoci ancora un attimo e riflettiamoci insieme …

Quando ricevo un invito mi soffermo sempre a leggere il messaggio … se c’è … e devo confessarvi che su 10/15 inviti che ricevo al giorno forse solamente uno è personalizzato. [inutile dire che di quella persona mi ricorderò di sicuro!].

In genere accetto tutte le richieste, o quasi, ma rispondo a chi dall’altra parte mi ha cercata chiedendo il motivo e  di dirmi qualcosa su di sè … su cosa nascerebbe dal nostro collegamento, per capire anche cosa o chi  lo ha portato a me.

Sono spinta al 90% dalla curiosità, mi piace capire come si tesse la ragnatela del network, e dal fatto che ogni persona può portarmi verso nuovi confini, progetti e realizzazioni. Per me la Lifelong learning comincia qui … capisco e decido dove andare ascoltando gli altri.

Detto ciò è evidente che mi ricordo molto bene di chi si presenta e delle risposte che alcuni mi danno (si … purtroppo non tutti rispondono nemmeno se interrogati … e allora mi dico: “mi cerchi, ti rispondo e sparisci? boh!”) , queste righe che poi ricevo, a cui spesso e volentieri rispondo sono autentiche, sono preziose e sono la base della mia attività di networking, la mia ragnatela comincia qui …

LinkedIn è uno strumento che ci porta risultati solo se utilizzato bene. Personal Branding è comunicare la nostra unicità. Il Personal Brand è il nostro valore. Che unicità comunichiamo se inviamo una richiesta senza parole, senza emozioni, senza cura per l’altro?” 

Infine una Critica Costruttiva

Se sono vere tutte queste cose, se tutti dobbiamo investire in un network reale ed efficace, non solo per collezionare numeri fino ad arrivare al fatidico +500 mi chiedo: “come mai le app LinkedIn Apple e  Android non permettono di inserire un messaggio personalizzato?”

ebbene si, quando ti vengono proposte le persone che “potresti conoscere ” puoi cliccare sul + accanto al nome  ma non puoi aggiungere le #2Righe … 🙁

Tanta gente ormai accede ai social da smartphone … e usa le app e quindi? … Su, su su LinkedIN developers che potete fare di meglio 😉 

Non sono una programmatrice e non so quanto sviluppare questa modifica possa comportare in termini di tempo, risorse o costi però … mi piacerebbe che un messaggio sulla netiquette venisse proprio da casa LinkedIn … per permettere a tutti di “Farsi scegliere, Potendo scegliere”  … o sbaglio?

Grazie, auguro una serena estate a tutti, a presto!

Anna

* Francesca è la mia prima alleata in questa crociata2.0 🙂

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