recruiting

DiAnna Martini

Social Network e Job Search

In questo post affronto il problema del Social Recruiting e della Web Reputation, due mondi  ancora ahimè abbastanza lontani … si evidenzia, infatti, come la maggior parte dei selezionatori “Googlano” i nomi dei candidati  mentre solo una ridotta percentuale  di questi dichiara di averlo fatto almeno una volta con l’ovvia conclusione che la maggior parte dei candidati cerca si lavoro, ma è ignara di cosa sia immediatamente associato al proprio nome on line.

Mi piace però ricordare che il Personal Branding lo hanno tutti, che lo curino o meno, e sempre di più la nostra immagine arriva ai selezionatori ancora prima di noi stessi (quantomeno prima di quando potremo davvero sederci davanti a loro), vi ricordate questo post?

Ovvietà

  • se cerco su google un nome e trovo informazioni coerenti l’immagine del candidato è rafforzata
  • se trovo informazioni non coerenti l’immagine è danneggiata
  • se non trovo nulla? cosa ne dite? Io passerei oltre … oggi risparmiare tempo è una priorità per tutti credo, voi ci state lavorando?

A presto

Anna

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DiAnna Martini

Aziende e Social: reclutare online

Le aziende e le persone, (candidati, ma anche consumatori) dovrebbero incontrarsi in luoghi comuni, invece sempre più spesso leggo di indagini che evidenziano risultati discordanti: le aziende sono da una parte e i candidati dall’altra.

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continua a leggere qui

buona lettura
Anna

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DiAnna Martini

LinkedIn Networking ABC: cosa NON fare

Nei giorno scorsi ho letto un Post intitolato: Linkedin Networking 101: What Not to Do che mi è sembrato utile e interessante da riproporvi, l’ho quindi liberamente tradotto e in parte reinterpretato per voi

ABC del Networking con LinkedIn: Cominciamo a parlarne 

Per ottenere quello che vogliamo nella vita bisogna far uscire e valorizzare tutte le nostre doti di venditori.

Un aspetto veramente importante della vendita è il Networking. Qualcuno di noi lo ama ma, in realtà, la maggior parte di noi ne sono spaventati. E’ dura. E’ dura sapere con chi parlare, che cosa fare e che cosa dire.

Come consulente di Carriera spesso discuto su come fare Network. Cosa ci sembra sia il Network? Oppure, ugualmente importante, cosa non ci sembra che sia?

Fare Networking non è per niente intuitivo. Molti di noi facendo networking pensano “cosa posso ottenere da lui?” oppure più direttamente  “cosa ho bisogno di ottenere da lui?”.

Non farlo!

Networking vuol dire avere rapporti stabilendo e mantenendo un relazione con qualcuno, prima di chiedere un aiuto.  Le regole non cambiano solo perchè non è un rapporto faccia a faccia. Lasciatemi fare un esempio su uno dei più comuni errori che noi vediamo  nel nostro lavoro.

La scorsa settimana ho ricevuto una richiesta di connessione su Linkedin che  diceva: “Susan, sto cercando una nuova opportunità di carriera e mi piacerebbe aggiungerti tra i mie contatti LinkedIn”. Noi siamo sempre pronti ad incontrare gente e ampliare il network. Ho accettato l’invito però mi sono sentito già da subito sulla difensiva. Come mai, qual’è il punto? Non ho neanche incontrato questa persona e sento che sta già per chiedermi un favore!

Adesso cominciamo a ripassare le poche e basilari regole di Linkedin (o di ogni altro strumento di networking):

  • il 90% delle richieste di connessione è generico e non personalizzato, sarebbe un po’ come se passeggiando accanto a qualcuno, questo ti dicesse: “ciao, vuoi essere mio amico?” non penso che ciò sia possibile!
  • oppure ricevo richieste di contatto del genere: “vedo che sei connesso con Mister x, potresti farmi un’introduzione?” Quale sarebbe la tua risposta se fosse la situazione fosse inversa? Forse sarebbe una cosa simile: “aspetta un minuto sei un completo estraneo per me e mi chiedi una cosa così impegnativa?”
  • oppure ricevi richieste in cui Mister X ha indicato che sei suo amico ma tu non l’hai mai sentito nominare
  • ancora si ricevono richieste con errori nel testo: introductione, ci siamo conisciuti, ma siamo davvero seri?

Dei buoni esempi di invito

  • Una breve idea  di come sei arrivato alla persona a cui stai chiedendo il contatto.  Il Networking consiste nel costruire delle relazioni e ciò implica sia il dare che il prendere, ma non prendere e poi dare solo se si può! Ricordati, questo è un concetto chiave: Mai chiedere qualcosa subito. Agisci in modo semplice e inizia come prima cosa a costruire una relazione.
  • Una personalizzazione dei messaggi: un ottimo esempio è: “mi ha fatto piacere far la tua conoscenza su Twitter e ho apprezzato il tuo ReTweet. Perchè non connettersi? Una persona così la aggiungerò volentieri tra i mie collegamenti e mi sentirò di certo propenso ad aiutarlo se me lo chiederà.
  • Se ci siamo conosciuti, spiegare come! se sei ad un grande incontro forse la persona a cui chiedi il contatto non ti ricorderà. Può essere una buona idea dire “Mi ha fatto piacere conoscerti alla colazione di stamattina” per fargli capire chi siamo.
  • Attenzione ai dettagli: assicurarsi che la forma grammaticale sia corretta.

Ora ritorniamo alla mia storia … immediatamente, dopo aver accettato il suo invito, i mie pensieri sono diventati realtà, ricevo infatti una mail così:

“mi piacerebbe ringraziarti per aver accetto il mio invito e chiederti un aiuto nella mia ricerca di una nuova opportunità di lavoro. La mia ultima esperienza di lavoro è terminata per una chiusura aziendale, sono stato lì per oltre 8 anni.”

segue una lunga descrizione delle sue esperienze ed eccovi  la conclusione ” ogni tipo di aiuto che vorrai darmi nella mia ricerca sarà apprezzato”

Adesso, lasciatemi dire che questo è un approccio sbagliato (e noi riceviamo un sacco di mail così). Andresti spedito in uno studio medico o di avvocati chiedendo i loro servizi gratis? Spero di no… in questa maniera non andresti lontano. Questo sarebbe incredibilmente presuntuoso e metterebbe tutti sulla difensiva.

La mia azienda aiuta le persone nella ricerca di lavoro. E’ un’attività gratificante, soprattutto quando riesci ad aiutare qualcuno nel suo percorso di carriera. Quando abbiamo un relazione con qualcuno, lo consideriamo come un elemento del nostro network, quindi spesso lo mettiamo in contatto con i recruiter e revisioniamo il suo CV. Ma ricordiamoci che dobbiamo avere una relazione per far ciò. Rispetto all’esempio che citavo sopra vorrei farvi notare che, mentre mi accingerò a rispondere a quella mail non avrò comunque neanche ancora conosciuto quella persona.

Adesso guardiamo una mail che era ok. Questa è l’email che ho ricevuto dopo un evento:

“Insieme al mio collega ti abbiamo conosciuto alla conferenza di oggi. Tu hai detto che, occasionalmente, sei alla ricerca di  Executive Coach e dopo aver navigato un po’ nel tuo sito mi sono ancora più interessato e mi piacerebbe saper di più sul tuo lavoro e anche sulle opportunità di collaborare come insieme nell’ambito del Career Consulting. Ti piacerebbe se ci incontrassimo? Come sei messo nelle prossime settimane?

Per me questa mail è ottima.

Si dice dove ci siamo incontrati, cosa lui può fare per me, ricevo i suoi complimenti e mi dice apertamente che gli interesserebbe approfondire la conoscenza. Chiaramente lui è interessato a lavorare con me ma il suo approccio è stato di proporsi come un aiuto nei mie confronti, non mi sta chiedendo aiuto, lo offre. E’ coinciso, di piacevole lettura  ed efficace.  Ho fissato un incontro con lui il giorno stesso!

Il Networking non è complicato come la fisica nucleare, però può sembrare un’attività complessa.

La base è prendere e dare nella relazione. E’ anche molto importante essere autentici e divertirsi nel conoscere le persone. Questo è quello che può differenziarti.

Quando fai networking vale tanto ciò che puoi dare come ciò che puoi chiedere.

A presto

AM

il Post di origine lo trovate qui

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DiAnna Martini

#PersonalBranding e #TrovareLavoro

Premessa
Prendo spunto dall’utile infografica di Viadeo proposta da Paolo Ratto [che ringrazio!] nel suo Blog, per fare alcune considerazioni su questa nota “coppia di Fatto” [come, in maniera frivola, l’ho definita su Twitter!]

Il Personal Branding è utile per trovare lavoro?
Se pensiamo alla staticità del Mercato del lavoro, all’enorme offerta di candidati rispetto al numero contenuto, come momento storico, delle vacancy … ebbene si! L’opportunità che abbiamo di farci trovare da chi ci cerca è innegabile.

Fare Personal Branding significa potenzialmente che: il tuo CV sarà sulla “scrivania virtuale” di ogni selezionatore che cerca qualcuno con le tue competenze! [un’accortezza però: ci deve essere una vision chiara e un’estrema coerenza nel proporla].

Quale migliore opportunità per un selezionatore di accorciare i tempi da dedicare allo screening dei CV, alla verifica delle competenze e delle attitudini? Saprà già ciò che è propedeutico alla selezione in corso, saprà già che tu sai fare “proprio quella cosa”! saprà che sei “in linea” con la ricerca e che rispondi alle richieste del cliente! Tu avrai influenzato il suo pensiero, in anticipo e in maniera “etica”,  attraverso il tuo Personal Branding!

La verità è che oggi, chi è capace di differenziarsi dal mucchio, gode di un vantaggio: la competizione non è elevata! Viadeo ci dice che meno del 10% degli italiani cura il suo Personal Branding! Ci si può davvero differenziare dicendo cosa facciamo meglio di altri e perchè dovresti essere scelto proprio tu!

Che impatto ha sulle aziende il Personal Branding?
Ho parlato di selezionatori, ma un buon Personal Branding servirà anche all’azienda per capire se siete la persona giusta, avranno così modo di capire, subito, se siete allineati alla Mission, alla Vision, alla cultura aziendale in genere. Questo genere di informazioni sono oramai sempre più ricercate da chi deve operare una scelta finale su chi assumere.

Considerando che il Personal Branding permette di farsi trovare, anche quando nemmeno sappiamo che “qualcuno cerca” [importante essere consapevoli che non tutte le aziende in prima fase di ricerca attivano canali di reclutamento, ricorrono piuttosto al network, al passaparola e alle segnalazioni ….] quindi quando leggo che il 65% delle persone coinvolte nella ricerca dichiara che il Personal Branding è determinante per la valutazione dei candidati e che il 71% delle persone pensa che “un candidato con un buon Personal Branding viene contattato prima di altri, considero il dato assolutamente veritiero, degno di riflessione, ma soprattutto di azione!

Concludendo: Perchè migliorare il proprio Personal Branding?

opportunità +
networking   +
visibilità        +
vantaggi        =
___________________________
farsi scegliere, potendo scegliere!

Ecco l’infografica!

A presto!


Anna

p.s.

[prendo spunto da Tommaso e scrivo] ne hanno parlato anche:

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DiAnna Martini

Suggerimenti pratici per un Curriculum efficace

Riprendo il tema del CV aggiungendo qualche suggerimento pratico per renderlo davvero efficace.

Il Cv per il Personal Branding

Dopo aver visto cosa si potrebbe celare dietro un cv, nel post per personalbranding.it, eccovi qualche spunto operativo.

Come già accennavo se i candidati implementassero strategie di personal branding online correttamente i CV sarebbero quasi inutili! Ma fino a quel momento vediamo cosa può renderli più appetibili!

Suggerimenti Pratici

Quando leggo un Cv mi piacerebbe che fosse:

Schematico: diviso bene per campi (dati anagrafici, percorso di studi, esperienze di lavoro in ordine decrescente, competenze, informazioni aggiuntive)

Corto: due pagine sono ok, non dilunghiamoci inutilmente nel dire troppo, il colloquio serve a quello. Se la stessa azienda ha cambiato ragione sociale, scriviamolo, non inseriamo esperienze differenti dando l’impressione di aver cambiato lavoro! Ogni esperienza conclusa viene indagata dal selezionatore per capire le ragioni del passaggio…

Ben impaginato: che dire, la grafica conta! parlo di testo giustificato, scelta di un carattere leggibile da pc, di uso di maiuscole e minuscole, grassetto e corsivo.

Un buon Titolo: sia del file, che non dovrebbe avere un nome tipo “cv prova x stampa” o “cv con foto” ma un nome CV Nome.Cognome.doc

Una foto: possibilmente sorridente! Serve trasmettere un’immagine positiva, dove si veda il viso in maniera sobria…

Dati anagrafici: completi, corretti, con una mail di contatto adeguata (nome.cognome@…) non strampalata…non cito cosa leggo sui CV, scriverò un altro post!

Europeo? a me non piace, lo trovo riduttivo e spersonalizzante. Mi piace vedere, da un foglio bianco, con un candidato ricava, senza dover completare dei campi pre-confezionati!

Età? si, in ogni caso, magari sul fondo del CV, ma serve

La parte 2.0?

Non trascuriamo di inserire i riferimenti ai nostri profili su web, linkedin, twitter, facebook, il blog, la vcard, about.me ecc..

Ma facciamo in modo che tutti questi dati siano coerenti, veri ed in linea con quello per cui ci proponiamo! Che arricchiscano il nostro cv e lo colorino per farci scegliere, scegliendo!

Se avete suggerimenti o domande, sarò lieta di aiutarvi, magari scrivendo il prossimo post per rispondere a tutti.

Nel frattempo saluto tutti

Anna

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