di Anna Martini, @mammadi6maschi

Come sfruttare davvero il network: chi è il tuo ponte?

Come sfruttare davvero il network: chi è il tuo ponte?

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Riprendo il discorso affrontato nell’ultimo post per parlare del network, come sfruttarlo davvero.

L’accaduto
Qualche giorno fa un candidato mi ha detto: “Anna io non avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro perchè conosco tanta gente, ho tanti amici che possono aiutarmi”.
Gli ho risposto che questo lo aiuterà di certo, ma che la vera utilità del network sta nei legami deboli, non in quelli forti; conoscere qualcuno che conosce, a sua volta, qualcun altro.

Ipotizzando di essere A, che B sia il “nostro amico, ex collega, o chi altro” e che C sia, a sua volta, un “amico, collega, ex collega” di B.

Bene: arrivare a C attraverso il nome di B, questo è il potenziale da usare!

Da dove partiamo?
Quando parlo con chi sta facendo un percoso di Outplacement o di Career Management gli chiedo di compilare un semplicissimo file per analizzare il network: in che azienda vorresti andare? Chi conosci? Qualcuno conosce qualcuno lì? Quale ruolo vorresti ricoprire lì?
Consiglio anche di utilizzare i contatti in prima persona, ossia: fare da sè!
Se conoscete qualcuno che a sua volta può crearvi un contatto dove desiderate presentarvi, chiedete semplicemente la possibilità di “spendere” il suo nome ma siate voi gli autori dell’azione di networking; solo così sarete certi del risultato e del timing!

La pratica e i consigli
Oggi chi gestisce selezioni e assunzioni è oberato di offerte e richieste per cui, la leva della fiducia che si genera in amicizia, tra ex colleghi, tra colleghi ecc. è fortissima: aiuta e snellisce il lavoro.
Se C incontrando o ascoltando voi saprà di aiutare B lo farà ovviamente più volentieri.Non scordate di aggiornare B sul percorso e sul risultato; spesso una telefonata di B vs C può rafforzare. Aggiornate costantemente il file, sarà utile per il futuro e per non fare sovrapposizioni o gaffe come scrivere due volte alla stessa persona spendendo due nomi differenti.
Presentatevi all’incontro con C pronti ed aggiornati sia su C che su B, informatevi prima …

Per esempio anni fa per arrivare ad un cliente ho utilizzato una conoscenza comune che, oltre ad avermi fatto da “ponte” (dicesi ponte colui che permette la connessione tra A e C) mi aveva informato che C amava le penne, le collezionava, non parlo di Montblanc ma di penne con loghi aziendali, i classici gadgets che si offrono a convegni o ad eventi; questa informazione è stata utilissima per me perchè C ha davvero apprezzato che io lo sapessi, ho dato conferma al suo legame di fiducia verso B ed il fatto che, prontamente, avessi per lui due penne per aumentare la sua collezione ha contribuito a “rompere il ghiaccio con me” e a favorire una comunicazione costruttiva.

Conclusioni
Ovviamente ridurre il discorso del network ad un giochino di scambio di penne tra A, B e C è riduttivo, spero tuttavia che i consigli pratici e la semplicità delle mie parole possano esservi d’aiuto.Nei prossimi post cercherò di addentrarmi sempre di più nell’argomento per permettervi di farvi scegliere, scegliendo!

A presto

2 comments

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  1. riczuccaro

    20 Settembre 2011 at 15:42

    Confermo le tue parole, la “proprietà transitiva” come possiamo definire il processo che hai descritto (io sono A, se B è mio amico e se B è amico di C allora anche A sarà amico di C) è sicuramente un veicolo importante non solo di utilizzo del network ma anche di ampliamento. Personalmente ho una regola sull’essere da tramite, se fossi io B non avrei problemi ad introdurre A a C a patto che conosca molto bene sia A che C, questo perchè una conoscenza approfondita di entrambi gli attori mi permette agilmente e senza alcun rischio (per il mio network) di connettere le due persone, cosa che non si può dire se almeno uno dei due anelli della catena sia debole (scarsa conoscenza o conoscenza superficiale dell’uno o dell’altro o di entrambi i soggetti).
    Spero di essere stato chiaro :-))
    Riccardo

    • Anna Martini

      20 Settembre 2011 at 15:54

      @Riccardo grazie, è vero… trattasi di “proprietà transitiva”! corretto! sul livello di conoscenza che B deve avere verso A posso essere d’accordo con il tuo discorso se lo vediamo come una vera “Raccomandazione” del tipo “con lui/lei vai sul sicuro!”; tuttavia in questo post non volevo addentrarmi nel discorso della “vera e tradizionale raccomandazione” ma solamente nella possibilità, quotidiana, di arrivare a poter inviare un CV a Tizio o, ancora meglio, farci 2 chiacchiere, spendendo il nome di caio per farmi ricevere e per non far finire la mia mail nel cestino o ancor peggio in spam … solo questo.
      Per il resto prima di spendere parole a favore di qualcuno su affidabilità, professionalità ecc.. ovvio, bisogna conoscerlo davvero bene! bye bye

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